La crescita boom del Sagrantino

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Il Sagrantino di Montefalco, uno dei più rinomati vini italiani di qualità, adesso cresce anche nei numeri. Per l’annata 2004, a fronte di 12.502 ettolitri, sono previste oltre 1,6 milioni di bottiglie (vedere tabella). Appena 7 anni fa (annata 1998) i 5 Comuni della Docg umbra producevano poco più di 500 mila bottiglie. E’ accaduto che negli ultimi anni, dopo le attestazioni ai principali concorsi enologici, gli investimenti delle aziende, i successi delle cantine leader, le attività del consorzio e delle amministrazioni locali, il Sagrantino ha trainato sempre di più il territorio verso un modello di sviluppo che ruota attorno al binomio vino-turismo. Un distretto cresciuto a tempo di record attorno a un vitigno autoctono - il sagrantino di Montefalco -  di gran pregio.

 

In 5 anni il vigneto iscritto a Docg è passato dai 100 mila ettari scarsi (dati 2000) ai 500 mila attuali. Una crescita che per il momento sembra non fermarsi, infatti tra il 2006 e il 2007 gli ettari in produzione saranno oltre 600. Il Sagrantino, con la sua tipicità e il legame con il territorio, si è avvantaggiato dell’interesse di grandi produttori che hanno investito nella zona. Basti pensare che 10 anni fa erano appena 7-8 le etichette, mentre oggi sono 40; oppure che negli ultimi 3 anni sono state rinnovate, ammodernate o costruite ex novo circa 30 cantine, con grossi investimenti aziendali. Il giro d’affari complessivo generato dai vini di Montefalco, sia Doc che Docg, è attualmente di circa 25milioni di euro, oltre all’indotto.

 

“Il Sagrantino è un vino diventato grande anche in termini di volumi – dice il sindaco di Montefalco, Valentino Valentini – l’annata nelle botti supererà abbondamente il milione e mezzo di bottiglie, andando a rispondere a una domanda di mercato sempre più forte. Accanto a questo successo abbiamo raggiunto negli scorsi mesi un altro importante risultato: il nuovo accordo Stato-Regioni che, dopo la polemica scoppiata con la regione Toscana che ha introdotto il sagrantino tra le varietà idonee alla coltivazione, sancisce definitivamente il legame del vitigno con il territorio. Un risultato di cui ci auguriamo venga tenuto conto – conclude Valentini – anche nella modifica della legge 164, ancora in discussione, per poter dare maggiori tutele ai vitigni autoctoni, come chiesto da noi insieme all’Associazione Città del Vino”.

 

I 5 Comuni della Docg umbra (Montefalco, Bevagna, Gualdo Cattaneo, Giano dell’Umbria e Castel Ritaldi) avevano chiesto di rivedere l’accordo quadro del luglio 2002 che regola la classificazione delle varietà di vite. Il nuovo accordo del febbraio scorso prevede precise limitazioni per l’uso in etichetta del nome dei vitigni e dei relativi sinomini, secondo una lista che sarà approvata dal Ministero delle Politiche Agricole. Sulla tutela del nome Sagrantino il Consorzio di tutela dei vini di Montefalco aveva già ottenuto il riconoscimento di un decreto che vincola l’uso della menzione alla sola Docg umbra.